Vigonovo – Fusina Km. 30
L’itinerario proposto è una delle varianti ai percorsi cicloturistici n°1 e n°6 della provincia di Venezia, dei quali rimangono in parte ancora dei vecchi cartelli ad indicarne il tragitto.
La partenza viene fissata a Vigonovo, in località Parco Sarmazza, un’area verde boschiva e floreale a ridosso dell’idrovia Padova - Venezia, attrezzata con panchine e giochi per bambini e dotata di fontana dove riempire la nostra borraccia prima di affrontare il percorso che ci condurrà in un’area paesaggistica ricca di scorci e vedute, ville e capitelli. Il Parco Sarmazza potrebbe ospitare a breve il primo Bicigrill della provincia di Venezia, un punto di ristoro e assistenza per i numerosi cicloturisti italiani e stranieri che transitano nel nostro territorio e si troverà a ridosso del fiume Brenta.
Questo ramo del fiume si chiama Cunetta ed è artificiale risalente all’epoca in cui i veneziani della Serenissima decisero di deviare il corso del fiume per evitare le numerosi alluvioni che colpivano Venezia. Il vecchio Naviglio che attraversa la Riviera del Brenta e le sue ville, e che più tardi prenderemo, è in effetti un canale che sfocia in laguna mentre, se da Vigonovo proseguiamo seguendo la corrente, possiamo raggiungere sempre percorrendo bellissimi tratti di sterrato o strade arginali a basso traffico veicolare la foce del fiume nei pressi di Chioggia.
Torniamo al Parco Sarmazza: da qui possiamo decidere se scendere in paese e visitare la cinquecentesca Villa Sagredo, che si trova proprio a ridosso della idrovia e dove trovò soggiorno per un lungo periodo anche Galileo Galilei, oppure proseguire lungo l’argine sterrato dx in direzione di Stra. Ritornati sull’argine con il fiume sulla nostra destra percorreremo un tratto sotto una fronda di alberi e subito sulla destra noteremo delle cascate e le tracce di un vecchio ponte oramai sommerso risalente agli inizi dello scorso secolo. Saliremo sul ponte ed all’incrocio semaforico ci terremo sulla destra, di fronte all’Osteria. Qui ci troviamo sull’incrocio del fiume Brenta con il canale Piovego che proviene da Padova con una vista panoramica di effetto sull’alveo acqueo. Di fronte a noi le chiuse che permettono alle imbarcazioni di entrare nel Naviglio Brenta. Attraversiamo il lungo ponte sul Brenta mantenendoci all’interno della carreggiata riservata alle bici e subito svoltiamo a destra verso le chiuse. Siamo ancora a Vigonovo nella frazione chiamata Giudecca. Svoltiamo nuovamente a destra prendendo il percorso stradale Via Barbariga che percorre la destra Naviglio fino all’abitato di San Pietro di Stra. Da segnalare un’ottima trattoria con carne alla brace. Sulla nostra sinistra, al di là del fiume, si impone al nostro sguardo la maestosa Villa Pisani. La Villa Pisani è forse la più celebre tra le ville della Riviera. Al suo interno un maestoso parco ed un labirinto verde. (ingresso a pagamento). Si consiglia vivamente di percorrere in bicicletta tutto il perimetro esterno delle mura poichè dal retro della Villa si gode di un bellissimo panorama del suo interno. A fianco della Villa Pisani si trova anche la Villa Foscarini-Rossi, sede del museo internazionale della calzatura. Per raggiungerla è necessario superare il ponte che ci porta dal lato sinistro più trafficato della strada e che successivamente riprenderemo per riportarci nel percorso di Via Barbariga più tranquillo e adatto ai cicloturisti. Passato San Pietro, percorriamo la strada che segue idealmente il fiume pur allontanandoci dalle rive e dove altre maestose ville venete compaiono ai nostro occhi, come la Villa Loredan e La Barbariga. Dopo un paio di km percorsi costeggiando ville e vecchie case rurali o nuove abitazioni ritroviamo sulla nostra sx il corso del fiume, dove molti abitanti si adagiano sotto gli alberi dediti al riposo ed alla pesca sportiva. Sulla nostra destra, un po’ nascosta dalla vegetazione ed adagiata su di una collina, appare una bellissima chiesa gotica che però non è possibile visitare. E’ un esempio architettonico molto diverso da tutte le altre chiese o monumenti ed unico esempio dello stile gotico nella zona. Proseguiamo fino a raggiungere l’abitato di Paluello dove troveremo un semaforo. Passato l’incrocio proseguiamo dritti percorrendo la strada che si allontana nuovamente dal fiume ma che ci permettere di pedalare in tutta tranquillità. Sulla nostra destra troveremo i resti di una antica casa del podestà circondata da vecchie mura ed ora in restauro ed altre numerose ville private risalenti sempre all’epoca della Serenissima. Molte di queste ville hanno dei bellissimi parche e giardini e sono visitabili solo su prenotazione. Lasciamo il territorio di Strà per entrare nel territorio di Dolo, altra importante località della Riviera del Brenta che merita una sosta. Percorriamo la strada fino a raggiungere il ponte con le chiuse che ci porta in centro abitato. Qui è possibile visitare bici alla mano il mansio, antico stazio e zona di sosta di epoca romana. Non sono più visibili i segni dell’antica Via Annia che di qui passava collegando Adria con Padova ad Altino ed Aquileia, ma è possibile vede ancora in funzione un antico mulino ad acqua, segno che la corrente del fiume, all’epoca della Serenissima, veniva intensamente sfruttata così come è da notare l’antico molo di imbarco e sbarco delle mercanzie. Dolo e la sua chiesa meritano una visita. Essa detiene il campanile più alto della Riviera del Brenta (Mt.82). Ritorniamo al nostro percorso al di là del ponte e proseguiamo con il Naviglio sulla nostra sinistra fino a prendere la Via Brenta Bassa ed allontanarci dal fiume*. Questo perché per un tratto vi sono dislocate alcune ville le cui mura si estendono fino alla riva ed il percorso sterrato diventa stretto e poco accessibile alle biciclette. La Via Brenta Bassa è asfaltata e limitata ai soli residenti. Dopo circa due km raggiungiamo un incrocio con la Via Badoera dove svolteremo dapprima a sinistra e poi subito a destra all’altezza della Villa Badoer-Fattoretto e riprendiamo l’argine del fiume sulla destra che percorreremo fino all’arrivo a Mira. Ci troviamo qui di fronte al municipio di Mira. Proseguendo lungo il nostro percorso in destra Naviglio passeremo a fianco dell’antica fabbrica della Mira Lanza. In questo punto il canale si trasforma in un grande specchio d’acqua dove stagnano numerosi cigni e ad animali acquatici ramificandosi per un tratto che forma un’isola dall’altro lato del fiume. Proseguiamo fino ad incrociare la Villa Valmarana. Esiste la possibilità di seguire il fiume percorrendo in un tratto sterrato il parco e le mura della villa Valmarana (accertarsi se asciutto) altrimenti è possibile aggirare la villa rimanendo sulla strada asfaltata fino al semaforo e poi svoltando a sinistra verso il centro sportivo. Passata la villa ci ritroviamo dinanzi un piccolo ponticello in località Riscossa che ci permette di passare dall’altra parte del fiume e proseguire per la strada alta. Noi rimaniamo sul nostro percorso seguendo la Via Valmarana fino all’incrocio con Via Risorgimento. Qui voltiamo a sinistra e dopo una serie di curve ritroviamo il Naviglio all’altezza di Oriago di Mira.** Proseguiamo diritti attraversando il borgo di Riviera San Pietro per una stretta strada tra case di fine ottocento fino a raggiungere l’ennesimo ponte girevole. Il sistema di ponti girevoli è una delle peculiarità della Riviera del Brenta. Infatti per permettere il passaggio delle imbarcazioni e dei battelli chiamati Burchiello, i ponti sul Naviglio sono dotati di un sistema manuale che prevede il blocco del traffico veicolare e l’apertura dei ponti girevoli nel momento dei vari passaggi. Ad Oriago proseguiamo nuovamente diritti sulla destra naviglio percorrendo il tratto chiamato Riviera Bosco Piccolo e dove è possibile trovare alcuni agriturismi. La strada termina in prossimità dell’incrocio semaforico (pericoloso) con la Strada Statale Romea. Attraversata la Romea, entriamo a Malcontenta e seguiamo la Via Malcanton sulla sinistra che ci conduce fino alla Villa Foscari - La Malcontenta progettata dal Palladio. Proseguiamo sempre mantenendoci sulla riva destra del Naviglio e, dopo avere superato la caserma del Battaglione Lagunari Serenissima, percorriamo la Via Pallada che ci porta in località Moranzani in un percorso naturalistico vivace ed alberato e quasi mai trafficato. Giunti al piccolo porticciolo, svoltiamo a sinistra su un breve tratto di sterrato e superiamo una passerella in ferro che ci porta in Via Moranzani e quindi voltiamo a destra per percorrere l’ultimo tratto stradale che ci conduce a Fusina, allo sbocco del fiume nella Laguna di Venezia. Il terminal è dotato di parcheggi, un bar, un campeggio e un punto di partenza per il battello che ci conduce a Venezia oppure per raggiungere, d’estate, la spiaggia degli Alberoni situata nella parte settentrionale dell’isola del Lido, prospiciente a Fusina. Abbiamo percorso circa 30 km. Ora ci aspetta un meritato riposo ammirando il paesaggio lagunare e scrutando il campanile di San Marco che si staglia all’orizzonte.
*Una alternativa suggerita è quella di prendere a soli 200 mt dopo il ponte la Via Seriola, pare di epoca medievale, che percorre un tratto assolutamente fuori dal traffico e che si ricongiunge poi nella zona di Mira, all’altezza del canale Novissimo (seguire a sx per 200 mt.).
** Proseguendo diritti è possibile prendere la Via Seriola Veneta dapprima sul lato sinistro e poi sul lato destro fino all’incrocio con la Statale Romea, permettendoci di fatto di accorciare il percorso di circa 5 km.
Testi: Gianluca Maggiori – Travel&Bike© - www.travelandbike.it tutti i diritti sono riservati













